sabato, 26 marzo 2005, ore 13:08

minkia ke bello picciotti... dumani è pascula e si mancia l'ovu i cioccolatta... i me' parianti un ma'rrialarru mancu unu...sciunzi...uara chi fazzu??u vogghiu bellu ca cioccolatta o latte...e ddi sciunzi non mi ficiru niante...maledetti!!! a me zita? vi pari a vuiavutri chi m'arrialò quacchi uavo??? no mancu idda... pi st'annu pozzu stari friscu... o mu ccattu io o nenti sutta i mani...ora vulissi sapiri... pikki arrivati a na certa età tipu a mè (20 annuzzi) un figghittu un poti aviri l'uavu?
spiritoxliberox
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categoria : sicilianitate

mercoledì, 23 marzo 2005, ore 11:59

Il siciliano che va in piazza a vedere un concerto o una qualsiasi rappresentazione, si sa, non applaude. Parlo dei siciliani vecchio stampo, quali potrebbero essere i miei zii e cugini del paesello.

Loro arrivano in piazza, si mettono proprio sotto al palco, gambe leggermente divaricate, braccia conserte. Per due ore. Non muovono un muscolo. L’attore o cantante è lì a supplicare uno straccio di applauso, tre o quattro persone si inteneriscono e battono le mani, senza entusiasmo. Se si tratta di un comico, si ride a crepapelle, ma applausi niente, di marmo si è!

L’indomani si racconta a chi non c’era: “’u sai, fu bellissimu! M’addivirtivi appiddaveru, chiddu veru bravu ie’… fici du’ uri di spettaculu, un liùni!

Ricordo ancora un concerto delle Vibrazioni, a Naso (ME), io e le mie amiche sotto al palco a sbraitare, e i nostri ziti seduti al tavolo del bar a bere sambuca… alla fine tutti rintronati, noi dalle casse, loro dalla ‘mbriacatoria! e comunque intorno a noi, gli altri giocavano alle belle statuine…

tantovale
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categoria : sicilianitate

sabato, 19 marzo 2005, ore 15:55

 I cazzi 'nto culu 'i ll'autri su' pila 'i capiddi!
 ... Per tutti il dolore degli altri è un dolore a metà!...

Votarxy
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categoria : i proverbi siculi

mercoledì, 16 marzo 2005, ore 12:38

Ed ecco a voi una rutilante carrellata di proverbi siciliani, quanta saggezza nelle parole degli isolani…

QUANNU LU DIAVULU T`ALLISCIA VOLI L`ARMA.
(letteralmente: quando il diavolo ti adula vuole l’anima. Ovvero: quando qualcuno ti lecca il culo, non pensare che lo faccia per il tuo piacere, in cambio pretenderà qualcosa, forse lo stesso culo…)

U PURTUSU IE’ PURTUSU E CU NO’ PIGGHIA IE’ GARRUSU
(letteralmente: il buco è buco e chi non lo piglia è gay. Ovvero: meglio non lasciarsi sfuggire le occasioni ghiotte, si corre il rischio di passare per… inadeguati!)

ACEDDU `NTA LA IARGIA NUN CANTA P`AMURI, MA PI RAGGIA.
(letteralmente: l’uccello in gabbia non canta per amore, ma per rabbia. Ovvero: mai fidarsi delle apparenze)

SPENNI PICCA E ARRICCHIRAI, PARLA PICCA E `NZERTIRAI, MANCIA PICCA E CAMPIRAI.
(letteralmente: spendi poco e diventerai ricco, parla poco e indovinerai, mangia poco e vivrai. Ovvero: diventa un barbone e la vita ti sorriderà)

MEGGHIU `NA VOTA ARRUSSICARI CA CENTU VOTI AGGIARNIARI.
(letteralmente: meglio arrossire una volta che farsi giallo (di bile) cento volte. Ovvero: il rosso è il mio colore preferito, hasta siempre…)

OGNI CANI IE’ LIUNI A LA SO’ CASA.
(letteralmente: ogni cane è un leone nella sua casa. Ovvero: anche un coglione ha uno spazio dove si sente intelligente, pensa il suo interlocutore…)

tantovale
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categoria : i proverbi siculi

venerdì, 11 marzo 2005, ore 16:39

Abito in un classico paesino di provincia, non ancora del tutto raggiunto dalla civiltà ma già in preda ai suoi effetti più deleteri; insomma, uno degli incroci sperimentali più aberranti tra antico e moderno che si siano mai visti dopo la Salerno-Reggio Calabria.
Dimenticavo, è anche un importante centro per lo sviluppo ed il mantenimento della mafia, anche se ultimamente sembra essere stato dimenticato dai suoi beneficiati.
Comunque sia non è con fatti d'importanza nazionale che ho intenzione di tediarvi oggi, bensì con questioni molto meno rilevanti, a meno che il mio utente sia provvisto di apposita sedia a rotelle. Se questo è il caso, allora si stupirà forse nell'apprendere che gli urbanisti che hanno contribuito alla crescita di questa città nel corso degli anni sono riusciti a compiere opere ai confini della decenza, come dimostra la specializzazione nell'arte dell'asfaltare le strade: in un paese normale prima di procedere al riasfalto del manto stradale ci si preoccupa di rimuovere quello vecchio, ma qui siamo più solerti: l'asfalto nuovo è passato direttamente sopra la zona dissestata, senza neanche essere troppo compresso, col risultato che camminando per le vie di questa ridente città si possono osservare misteriose buche con tutt'intorno bitume nuovissimo e quasi intonso.
Ovviamente, in diversi punti della città l'asfalto è oramai ben più elevato rispetto al marciapiede che lo incornicia.
Ma questo è nulla, cari lettori, se paragonato al rivoluzionario modo di concepire l'aggiramento delle norme sulle barriere architettoniche: come potete vedere dalle foto, infatti, esiste in zone strategiche di molte vie un punto in cui il marciapiede è più sottile, sì da agevolare il percorso di chi sfortunatamente non ha l'uso delle gambe ma pretende di muoversi senza accompagnatore.
I più arguti si domanderanno come può un individuo con tali caratteristiche scendere dal manto stradale in direzione del marciapiede e poi, dopo aver attraversato uno scivoloso tombino, salirvi sopra senza una necessaria spinta proveniente da fattori esterni quali un ottimo motore per carrozzelle o un disinteressato aiuto di un passante.
Quisquilie e pinzillacchere, miei adorati, perché una volta che, a rischio di rompersi il collo nella manovra, il nostro eroe sia riuscito da solo nell'impresa e voglia avventurarsi in banca passando dall'apposita rampa, dovrà prima (se non vuole rivolgersi all'aiuto di qualche estraneo) scendere dalla carrozzina, strisciare fino alla porta, entrare e chiedere gentilmente a qualche impiegato non troppo impegnato di scendere la suddetta rampa, che è misteriosamente ritirata in modo da non ingombrare troppo il passaggio pedonale da un lato e contemporaneamente non togliere troppa cubatura allo spazio interno della banca.
Votarxy
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categoria : cronaca siciliana

venerdì, 11 marzo 2005, ore 10:33

APPELLO A TUTTI I SICILIANI!

La Rete Antirazzista Siciliana aderisce alla giornata europea del 2 aprile
contro il razzismo, per la libertà di circolazione di tutte e di tutti e
contro i Centri di Permanenza Temporanea.
La Sicilia, con i suoi quattro CPT è diventata una gabbia a cielo aperto e
il mediterraneo si è trasformato in una tomba d'acqua (CIMITERO MARINO)
nella quale affondano donne, uomini e ogni senso di civiltà.
In particolare abbiamo assistito negli ultimi anni a un incremento degli
sbarchi sulle coste ragusane: Ragusa - ponte naturale verso il Nord Africa -
è l'ultima provincia d'Italia e il suo litorale è uno degli approdi
preferiti dai migranti, per via delle facili possibilità di sbarco.
 Purtroppo anche in queste acque non pochi sono stati i naufragi e gli
sbarchi finiti tragicamente: si pensi all'affondamento(NAUFRAGIO) del
Natale '96 al largo di Porto Palo dove morirono centinaia di persone.
Il territorio costiero vede un forte sviluppo dell'agricoltura, che occupa
da molto tempo una numerosa comunità di immigrati: lo sfruttamento degli
immigrati, specie nelle serre, rappresenta una delle questioni che il
movimento antirazzista deve riuscire ad affrontare.
In questa provincia è stato riaperto, dopo alcuni anni di chiusura, un nuovo
Centro di Permanenza Temporanea, l'ultimo tra quelli sorti in Sicilia. Si
trova nel capoluogo, ed è stato teatro - sin dalla sua apertura - di
numerosi tentativi di fuga, alcuni andati a buon fine. Attualmente nel CPT
sono detenute solo donne.

La Rete Antirazzista Siciliana lancia dunque un appello a tutto il movimento
antirazzista, alle associazioni, ai movimenti, alle organizzazioni, ai
partiti, a tutti i sinceri democratici perché raggiungano numerosi Ragusa il
prossimo 2 aprile per dare vita ad una manifestazione unitaria, che dal
centro della città raggiunga il CPT e porti la propria solidarietà alle
immigrate detenute.


Contro la Fortezza Europa
che tutti continuano ad esaltare come esempio di integrazione dei popoli ma
che rappresenta una fortezza impenetrabile che reprime, espelle, uccide e
annulla tutti coloro che cercano di costruirsi la vita in libertà e
autonomia. I processi di clandestinizzazione dei migranti e il nuovo modello
di sfruttamento della loro forza lavoro anticipa quelle che saranno le
condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini europei, ed è per questo
che questa giornata si proietta anche verso l'EuroMayDay del 1 maggio.

Per l'abrogazione della legge Bossi-Fini (senza che si ritorni alla
Turco-Napolitano)
che regola i flussi migratori ed è concepita e attuata per (SUPER)sfruttare
e ricattare gli immigrati legando la possibilità del loro soggiorno in
Italia unicamente al possesso di un contratto di lavoro. I requisiti per la
"regolarizzazione" dell'immigrato sono talmente complessi che la
clandestinità diventa destino comune di migliaia di persone.

Per la chiusura di tutti i C.P.T. e contro tutte le forme di detenzione
amministrativa.
Arrivare o vivere in Italia da "clandestino" significa subire l'internamento
nei moderni lager(GALERE ETNICHE) del nuovo millennio, quei Centri di
Permanenza Temporanea inventati dal Centrosinistra e moltiplicati dal
Centrodestra.

Contro le deportazioni - individuali e di massa
che il governo italiano continua ad attuare violando ogni convenzione
internazionale e calpestando i più elementari diritti umani.

Contro tutte le guerre,
che causano morte , devastazioni, costringono milioni di persone ad
abbandonare i propri paesi (E MILITARIZZANO I NOSTRI TERRITORI ACCRESCENDO
LA PRESENZA DELLE BASI USA-NATO)..

Per una società senza frontiere
Consideriamo legittima la necessità di ogni essere umano di fuggire dalla
precarietà economica e sociale, dalle guerre e dalla miseria provocate dalla
società capitalista ( eviterei "occidentale").
Rivendichiamo una società senza frontiere nella quale la libertà di
movimento sia garantita a tutte e tutti, indistintamente.


CHIUD-ERE(IAMO) I LAGER, APRI-RE (AMO) LE FRONTIERE!

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A RAGUSA

2 APRILE 2005

RETE ANTIRAZZISTA SICILIANA

Per riferimenti:
reteantirazzistaiblea@virgilio.it ; tel. 3384785285 oppure 3386515317
Per raggiungere Ragusa da fuori Sicilia
In macchina o autobus: da Messina a Catania via autostrada, quindi seguire
le indicazioni fino a Ragusa.
In treno: scendere a Catania e prendere l'autobus "Etna trasporti"
(partenze circa ogni ora), nel piazzale della stazione, oppure (se si arriva
di mattina), proseguire con il treno fino a Siracusa e da lì cambiare treno
per Ragusa, o prendere il treno per Gela e lì la coincidenza per Ragusa;
Informarsi degli orari delle coincidenze prima di partire.

DarkElf
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martedì, 08 marzo 2005, ore 17:36

poteva forse mancare una mimosa?Chi tra voi negli anni passati si sarà ritrovato ad accedere alla città di Messina dallo svincolo dell'autostrada di Boccetta sicuramente avrà fatto caso a questa perla di saggezza ormai cancellata dal tempo e dagli imbianchini, ma che nella mia memoria rimane come monito a ricordarsi di questo giorno, la cui distinzione dagli altri ha origine nel senso di una commemorazione di una morte e di una protesta e di una susseguente tragedia.

Ora, è inutile ch'io traduca con altre parole ciò che nel corso degli ottomarzi passati s'è già detto e ridetto chissà quante volte, quindi fate conto di non aver letto questo periodo.

In verità mi son sempre domandato che mistero ci fosse dietro la frase che offre il titolo a questo post... una pura e semplice goliardata in un periodo di forti contestazioni, giusto per far incazzare le femministe? o invece è la nuda e cruda verità che si nasconde dietro se stessa?
Comunque sia, buona commemorazione, auguri per nessuna e se qualcuna vuole fare festa... beh, io sono a disposizione!
Votarxy
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categoria : sicilia e dintorni