Ieri sera due menti potenti si sono incontrate.
Che cosa succederà, adesso?
Io sono il Votarxy: il tramite!
Lo ammetto. Personalmente sapevo poco sull'argomento. Così stamattina, mi sono messo alla ricerca di informazioni adeguate per potermi chiarire le idee in merito ed ho scoperto che, il c.d. "referendum per la devolution" non è altro che un'arma potentissimo che sostanzialmente INNALZA la figura del presidente del consiglio dei ministri in un vero e proprio capo di stato (o dittatore fate vobis).
Infatti tra le modifiche più importanti della Costituzione ci sono alcuni punti che mi hanno fatto riflettere abbastanza e cioè:
1. Il Primo Ministro è eletto direttamente dal popolo (che si pronuncia solo alle elezioni e nelle Rivoluzioni!) e NON necessita della fiducia della Camera per insediarsi. Nemmeno la guerra ed i bombardamenti potrebbero "ribaltare" il primo ministro in pectore visto che solo e soltanto il risultato delle urne può scegliere il suo "capo"
2. Mentre ora il Presidente della Repubblica può di propria iniziativa sciogliere una o entrambe le Camere, con la riforma egli perde questa discrezionalità e sarà costretto a sciogliere la Camera (in quanto il Senato essendo regionale/federale non può essere sciolto e si "rinnova" ogni 5 anni con le elezioni) su ordine altrui. Il Presidente della repubblica infatti, potrà sciogliere LA Camera solo in caso di:
Come si vede sono tutte motivazioni indipendenti dalla sua volontà, quindi il Presidente sarà il mero esecutore notarile di volontà altrui (Primo Ministro o Camera) e questa è la limitazione più grave rispetto alle attuali competenze presidenziali.
3. Aumenta il controllo del potere politico sulla Corte Costituzionale poichè su 15 componenti ben 11 saranno espressi dalla politica e solo i rimanenti 4 saranno espressione della magistratura.
4. Manca poi il federalismo fiscale tanto osannato e pubblicizato per il quale si rimanda ad altra modifica Costituzionale.
Per questo io ho deciso di votare NO il prossimo 25 giugno, in difesa di quanti si sono battuti per un'Italia UNITA.