sabato, 21 ottobre 2006, ore 15:25

ilGiornale.it n. 249 del 21/10/2006

Commento:
Cose da pazzi...rimarremo in mutande

Testo Articolo
Un coro da Londra a Pechino: «Disastro Prodi»
Gian Battista Bozzoda Roma«Il declassamento dell'Italia si sapeva da tre mesi, non è una notizia», sostiene Romano Prodi. Spiace contraddire il presidente del Consiglio, ma il downgrading è la notizia del giorno sui giornali finanziari internazionali - dal Financial Times al Wall Street Journal - ed è finita persino sulle pagine online del Quotidiano del Popolo, a Pechino. Il fiasco prodiano da ieri è diventato globale.Campeggia il Professore - in foto, titolo e testo - sulla prima pagina rosa-arancio del Financial Times: «La bastonata sul debito si aggiunge ai mal di testa di Prodi», titola il quotidiano della City londinese. E nell'articolo si ricorda che «la legge finanziaria è stata criticata dagli industriali, dalle piccole imprese, dalla Banca d'Italia, dagli economisti favorevoli alle riforme e da molti altri, ai quali adesso si aggiungono Fitch e Standard & Poor's». Per adesso, aggiunge il Ft, il declassamento avrà un impatto «praticamente nullo» nella capacità dell'Italia di

 onorare il debito, in quanto membro dell'eurozona; ma «avvicina l'Italia al rating di A- che la Banca centrale europea - ricorda il giornale - pone come soglia per accettare i titoli di Stato come garanzia per le sue operazioni di rifinanziamento».Ora l'Italia, ricorda a sua volta il Wall Street Journal, rischia di diventare un serio problema per Eurolandia. «La decisione di Fitch e S&P fa tremare la zona euro», titola il quotidiano finanziario newyorchese, ricordando che la retrocessione decisa dalle agenzie di rating fa aumentare le preoccupazioni in Europa per una possibile «destabilizzazione» a causa del deterioramento finanziario di una delle sue principali economie. E resta sempre il rischio, benché «remoto», scrive ancora il Wsj, di un'uscita dell'Italia dalla moneta europea: «Per il Paese sarebbe un disastro», scrive il quotidiano, che ricorda infine come il livello del rating italiano sia adesso il più basso di Eurolandia, Grecia esclusa.E se BusinessWeek online parla di «d

owngrade italian style», cioè retrocessione all'italiana, facendo il verso al celebre film «Matrimonio all'italiana», un lungo articolo sull'International Herald Tribune si concentra sulle ripercussioni che questo declassamento potrebbe provocare al nostro Paese, in termini di costo del debito pubblico. Non mancano le critiche alla Finanziaria. «Il bilancio 2007 di Prodi fa poco per tagliare la spesa pubblica - scrive il giornale americano, pubblicato in Europa - e invece si concentra su un aumento delle entrate fiscali e sulla lotta all'evasione».In Europa, il quotidiano finanziario francese Les Echos riporta la vicenda italiana in prima pagina, parlando del giudizio delle agenzie di rating come di una «vera e propria mina» per Romano Prodi, e sottolineando che potrebbero esservi ripercussioni per la «stretta maggioranza» del premier italiano. Cinco dias, il giornale finanziario spagnolo, ricorda che dopo la decisione di Fitch e Standard & Poor's, l'Italia è il Paese, «con menos not

as de la zona euro despues de Grecia», vale a dire al penultimo posto della classifica europea per i conti pubblici. Incidentalmente la Spagna, che non fa parte del Gruppo dei Sette, detiene il voto più elevato - la «tripla A» - da parte delle tre principali agenzie internazionali.Sarà dunque una «non notizia», come sostengono Prodi ed Epifani, ma del downgrading si parla molto, e ovunque. Anche a Pechino. Nell'edizione online del Quotidiano del Popolo il titolo è secco e preciso: «Retrocesso il debito dell'Italia». L'agenzia Xinhua riporta i comunicati di Fitch e Standard & Poor's, sottolineando il passaggio che si riferisce alla «risposta inadeguata del nuovo governo alle sfide strutturali dell'economia e della finanza pubblica italiana». Del nuovo governo, non del vecchio.

genovese
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :

giovedì, 19 ottobre 2006, ore 06:36

qui vige la regola... futti futti caà ddiu piddona a tutti!!! realityerasmus.splinder.com
spiritoxliberox
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria :

martedì, 10 ottobre 2006, ore 14:27

“Entro i prossimi tre anni colmeremo la distanza che ci divide dal resto d’Italia”. L’ha detto e l’ha soltanto potuto dire il presidente della Regione Quadrinacria, nonché commissario straordinario per le cocuzze rachitiche e direttore della congregazione della meusa, Marcello Cuffarello.
La pseudodichiarazione è stata rilasciata alla pseudostampa indipendente quadrinacriese durante un importante convegno svoltosi a Palermo dal titolo
“Cannoli alla ricotta: meglio con o senza i canditi?”.
Subito allertati gli studiosi delle centurie di Nostradamus per individuare il senso dell’affermazione, i quali tuttavia si sono resi irreperibili a causa dei loro impegni già prefissati in qualità di consulenti economici del ministro Padoa Schioppa.
I tecnici del dipartimento finanze della Regione, intenti invece in una prolungata seduta di Monopoli, hanno detto di non saperne nulla.
E’ quindi da scartare l’ipotesi secondo la quale il presidente Cuffarello intendesse finalmente combattere l’imponente deficit che colpisce le casse quadrinacriesi o addirittura volesse dare l’imprimatur ad una seria e rigorosa politica di risanamento e sviluppo economico.
Dopo aver disposto la lettura dei fondi delle tazzine di caffè di tutti i partecipanti al convegno del cannolo, l’inviato de “la Quadrinacria”, ha immediatamente intervistato uno scienziato dell’istituto nazionale di geologia e vulcanologia per appurare se fosse davvero possibile che in tre anni l’isola potesse a tal punto avvicinarsi alla Calabria; alla specifica domanda il tecnico, di radicate simpatie rifondarole, si sarebbe limitato ad affermare “Col cazzo”. Nonostante l’incisività della risposta comunque, il giornalista ha inviato una bozza in redazione nella quale è possibile al contrario leggere:
”Il presidente ha tutte le carte in regola per farcela. A madre natura conviene collaborare e non mettersi di traverso”.
Subito misteriosamente trapelata all’esterno, l’intervista taroccata dopo un secondo è giunta negli uffici della società che, tra il 2007 ed il 2007 dopo Silvio, dovrà occuparsi della costruzione del Ponte sullo Stretto. I progetti dell’opera dunque , in funzione della probabile diminuzione della distanza fra le due coste da collegare, sono stati saggiamente rivisti in maniera tale che il pilone calabrese debba ricadere su una scuola di Gioia Tauro.
A spegnere però l’incendio delle interpretazioni ci ha pensato il diretto interessato che ha voluto precisare: “Io so a cosa mi riferivo, ma preferisco tenerlo per me. Chi voleva intendere ha inteso. A dire il vero non ho chiaro neppure io contro chi mi stavo scagliando, ma questa circostanza preferisco tenerla per me. Se poi qualcuno in malafede vuole attribuirmi parole che forse io non ho mai neppure pronunciato, allora sappia che, in ogni caso, godo dell’immunità”.
Taranto
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : cuffaro

sabato, 07 ottobre 2006, ore 16:38

3 palermitani, 2 catanesi, 3 messinesi...e forse anche di più... tuttti nella stessa città...sembra uno spot di un reality show tipo grande fratello... in realtà è solo un erasmus un realityerasmus... dovrei fare televendite io... boh...carù ecco il mio nuovo blog
realityerasmus.splinder.com il nome fa cacare ma non sapevo che fare!

Ennio
spiritoxliberox
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :