“Non cambio idea. La mafia è un concetto astratto. E gli astratti si distruggono con la logica, non con la polizia. Ma l' ha visto in faccia, questo Ercolano? Gli guardi l' occhio, c' è un essere meschino che farebbe schifo anche ai ladri di mercato. E noi siciliani è con uno così che dobbiamo confrontarci? Lasciamolo alla polizia, quello! La polizia può arrestare la mafia. Eliminarla, mai. Quello che importa è la Mafia maiuscola, concetto generale e perciò indistruttibile. La retorica non ci serve più. Se vogliamo che l' economia mafiosa sia un' esistenza temporanea, se vogliamo una Sicilia che non ha più bisogno economico della diabolica mafia, non possiamo stare a contemplarla come una statua immobile. A un intellettuale si chiede di combatterla in un altro modo. Il problema non è l' esistenza della mafia: è la valutazione che se ne fa. Perché c' è tutto questo? Non cade dal cielo, è un fenomeno economico ben radicato. E allora gli intellettuali producano buone opere, i birrai facciano buona birra: inutile cogitare tutti quanti di mafia, perdere tempo a parlarne. Lavorare il proprio giardino, alla Candide. Tu cancelli le ombre della mafia operando più di lei, meglio di lei, opponendo il tuo lavoro al suo. A te è stato dato questo lavoro, fallo bene, esplodi, fai vedere che cosa puoi fare anche qui. A noi deve importare dei ladri di passo? Ci offende il giornale tedesco che parla di Baggio "nell' isola della mafia" solo perché forse giocherà nel Palermo? Ma questa è antimafia di maniera, chiacchiera inconcludente.” (Manlio Sgalambro)
Un salutu a tutti chiddi chi 'lleggiunu stu blog.
Sono Dario, e faccio il cretino (o il blogger – sono più o meno la stessa cosa ) a tempo perso.
Entro a far parte di questa bella squadra, che da tempo ha rallentato il ritmo dei post. (non è un rimprovero – sto scherzando).
Dico subito che non mi occuperò – come peraltro fanno egregiamente gli altri coblogger – dell’attualità siciliana. Semplicemente perché dovrei far finta di starci bene in questo mondo ed in questo tempo, quando invece non sono che un osservatore di questa strana realtà.
Posso promettervi soltanto qualche discreto spunto di riflessione, un’ambiziosa licenza poetica e diverse stranezze.
Sperando che possiate trovare rifugio nelle “Zone rarefatte” di questa Sicilia- stanca ma viva, sempreverde, eppure in perenne fuga da sé stessa- vi lascio con il manifesto della “mia” terra:
La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico.
Solo nel momento felice dell'arte quest'isola è vera"

A bientôt. NNi viremu.( e si no’nni viremu…)