giovedì, 28 giugno 2007, ore 13:27

“Non cambio idea. La mafia è un concetto astratto. E gli astratti si distruggono con la logica, non con la polizia. Ma l' ha visto in faccia, questo Ercolano? Gli guardi l' occhio, c' è un essere meschino che farebbe schifo anche ai ladri di mercato. E noi siciliani è con uno così che dobbiamo confrontarci? Lasciamolo alla polizia, quello! La polizia può arrestare la mafia. Eliminarla, mai. Quello che importa è la Mafia maiuscola, concetto generale e perciò indistruttibile. La retorica non ci serve più. Se vogliamo che l' economia mafiosa sia un' esistenza temporanea, se vogliamo una Sicilia che non ha più bisogno economico della diabolica mafia, non possiamo stare a contemplarla come una statua immobile. A un intellettuale si chiede di combatterla in un altro modo. Il problema non è l' esistenza della mafia: è la valutazione che se ne fa. Perché c' è tutto questo? Non cade dal cielo, è un fenomeno economico ben radicato. E allora gli intellettuali producano buone opere, i birrai facciano buona birra: inutile cogitare tutti quanti di mafia, perdere tempo a parlarne. Lavorare il proprio giardino, alla Candide. Tu cancelli le ombre della mafia operando più di lei, meglio di lei, opponendo il tuo lavoro al suo. A te è stato dato questo lavoro, fallo bene, esplodi, fai vedere che cosa puoi fare anche qui. A noi deve importare dei ladri di passo? Ci offende il giornale tedesco che parla di Baggio "nell' isola della mafia" solo perché forse giocherà nel Palermo? Ma questa è antimafia di maniera, chiacchiera inconcludente.”  (Manlio Sgalambro)

chiericovagante
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martedì, 26 giugno 2007, ore 21:03

Un salutu a tutti chiddi chi 'lleggiunu stu blog.

 

Sono Dario, e faccio il cretino (o il blogger – sono più o meno la stessa cosa ) a tempo perso.

Entro a far parte di questa bella squadra, che da tempo ha rallentato il ritmo dei post. (non è un rimprovero – sto scherzando).

 

Dico subito che non mi occuperò – come peraltro fanno egregiamente gli altri coblogger – dell’attualità siciliana. Semplicemente perché dovrei far finta di starci bene in questo mondo ed in questo tempo, quando invece non sono che un osservatore di questa strana realtà.

Posso promettervi soltanto qualche discreto spunto di riflessione, un’ambiziosa licenza poetica e diverse stranezze.

Sperando che possiate trovare rifugio nelle “Zone rarefatte” di questa Sicilia- stanca ma viva, sempreverde, eppure in perenne fuga da sé stessa-  vi lascio con il manifesto della “mia” terra:

 

"Là dove domina l'elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell'isola è segnata da questa certezza. Un'isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull'instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio. Il sentimento insulare è un oscuro impulso verso l'estinzione. L'angoscia dello stare in un'isola come modo di vivere rivela l'impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale. La volontà di sparire è l'essenza esoterica della Sicilia. Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere: la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori ma dietro il tumulto dell'apparenza si cela una quiete profonda. Vanità delle vanità è ogni storia. La presenza della catastrofe nell'anima siciliana si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium storico, fattispecie del nirvana.
La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico.
Solo nel momento felice dell'arte quest'isola è vera"

 

A bientôt. NNi viremu.( e si no’nni viremu…)

 

chiericovagante
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sabato, 16 giugno 2007, ore 19:09

"L'intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive dell'Ue sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa". Queste le parole di Rita Borsellino sull'esito del recente incontro a Roma tra governo nazionale e regionale.
"Nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta differenziata è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato coi fatti di non essere credibile". [...]

La realtà dei fatti come al solito è che temi di una certa portata, lontani più di tre metri dalla propria persona, sono importanti per un numero troppo ristretto di individui. Astrattamente, tutti potranno dire che - sì - mafia, emigrazione e inquinamento sono problemi gravi da affrontare e risolvere prima che sia troppo tardi.
Il concreto è un altro paio di maniche!
In concreto contano sempre le stesse cose: avere un lavoro che aiuti ad arrivare alla fine del mese, non intromettersi in affari più grandi di noi o semplicemente che non ci riguardano (il pettegolezzo è fatto salvo, almeno), trasferirsi in un'altra città se proprio quella dove siamo non ci piace...
Tutto questo per dire che l'emergenza rifiuti in Sicilia potrebbe anche arrivare a livelli ben peggiori di quelli della Napoli degli ultimi giorni, prima che la massa si renda davvero conto della portata del problema.[...]

Data per valida tale premessa, una soluzione al problema dei rifiuti che prescinda dagli inceneritori e che faccia davvero pendere l'ago della bilancia in favore del riciclaggio impone che il singolo cittadino - il quale non sente il beneficio collettivo o quantomeno non considera che ad esso debba corrispondere un proprio sacrificio pur minimo - debba trarre anche un vantaggio personale dallo sforzo di separare la carta dalla plastica, il vetro dai medicinali scaduti, etc. [continua a leggere]
Votarxy
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domenica, 10 giugno 2007, ore 22:31

La Gazzetta del Sud - articolo sui Manifesti Selvaggi, di Leonardo Orlando
Il pm Olindo Canali apre un'inchiesta sugli eccessi della recente campagna elettorale, allorquando i manifesti hanno invaso ogni superficie possibile, dalle bacheche per gli annunci funerari ai cassonetti per l'immondizia, dalla segnaletica stradale ai muri delle abitazioni. [continua]
Votarxy
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