Non so se avete mai avuto uno sgabuzzino. Forse avete avuto un diario. Francamente, e con tutto il rispetto, non è la stessa cosa. Le funzioni simili potrebbero trarre in inganno. Sono luoghi dove lasciare scorrere i pensieri. Eppure, le differenze saltano agli occhi. In un diario ci metti i colori che vuoi. Uno sgabuzzino buio è soltanto nerissimo. Il diario paga la sua vivacità con una discrezione di cartapesta. Chiunque può aprirlo e leggerti dentro. Lo sgabuzzino è omertoso. Non parla. Non ci sono segni sui muri che possano essere interpretati dagli accurati speleologi della tua anima.
Lo sgabuzzino della nonna era perfetto, una volta superata la paura. C’erano teste di bambole passate, vecchi giochi di società con i pezzi mancanti, rossi cuscini forati pieni di piume, una scala azzurrina che conduceva nel cuore ancora più oscuro di un armadio, un rifugio nel rifugio. E c’era una meravigliosa aria di sfasciume, un odore di passato.
Lo sgabuzzino della nonna era un bunker asserragliato in una di quelle case di mare che difficilmente si dimenticano. La domenica pomeriggio, gli altri mangiavano pasticcini, io mi appartavo col buio, tra i giocattoli rotti. Restavo in silenzio ad ascoltarmi il cuore. Il chiacchiericcio e le risate dall’altra stanza ricadevano scintillanti e fresche, seppure attutite da una serie di porte a vetri smerigliati. La lacerazione intima mi dominava. Essere o non essere? Restare e ascoltare la felicità degli altri inascoltato? Oppure prendere coraggio, attraversare il guado e fendere le cascatelle di risate? Decidevo sempre di nascondermi di più tra i cuscini. Quando qualcuno - di solito la nonna - mi veniva a cercare, provavo un delizioso senso di colpa.
-Dopo aver letto “Castelli di rabbia” elaborai una teoria dell’evoluzione. Crescere significa avere sempre meno posti per ripararsi dalla felicità e dalla sua pioggia battente. Ma se ti vengono a cercare con un po’ d’amore e un po’ di paura, devi uscire fuori.-
Non so cosa sia capitato ai vostri posti segreti, ai vostri diari, alle vostre fenditure occulte. Il mio sgabuzzino non c’è più. La casa di mia nonna è stata messa a nuovo. Da poco. Tutti sono entusiasti di andarci a vivere – una casa nuova è una casa nuova.
Io e mia nonna non ci vogliamo più tornare. Io mi nascondo e lei mi cerca ancora. In uno sgabuzzino buio.
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Fateci una capatina...
N'addivirtimu!!!
Leggo l'articolo del corriere e resto sgomento...davanti ad un simile scempio...visto ahimè troppe volte (e non solo da me).Finalmente è stato girato anche un video....ma è sempre troppo poco!Trenitalia devi fallireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!