mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 15:40

Riporto qui come segue una notizia presa dal sito del Corriere della Sera.

«decreto di sospensione da palazzo chigi? Una provocazione politica»

Cuffaro: «Santoro sposti la puntata che mi riguarda di 7 giorni per farmi partecipare»

«Ho chiesto al tribunale di "Annozero" di riprocessarmi in mia presenza». Santoro: la puntata si farà giovedì

 

PALERMO - Rimandare la puntata che lo riguarda di una settimana.

Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione siciliana (Lapresse)
«Ho chiesto al tribunale di "Annozero" presieduto dall'ex onorevole Santoro, (ex perchè se lo chiamo onorevole mi riquerela) oggi nelle vesti di novello inquisitore che se ha deciso di riprocessarmi lo faccia in mia presenza e per questo ribadisco la mia richiesta di spostare al prossimo giovedì la puntata che mi riguarda». Lo dice l'ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, dimessosi a seguito della condanna in primo grado a 5 anni di carcere per favoreggiamento neui confronti di singoli mafiosi.

LA RICHIESTA - «L'unica cosa che mi dispiace - aggiunge Cuffaro - è il fatto che nonostante la mia disponibilità egli abbia deciso di farlo, in contumacia, e non certo per colpa mia, ma perchè quando sono stato invitato, avevo già assunto altri impegni. Torno a ribadire la richiesta di spostare di una settimana la puntata. Io gradirei essere presente ed affrontare il contradditorio». «Ma forse il presidente del tribunale di Annozero - prosegue Cuffaro - preferisce processarmi in mia assenza per evitare di ripetere la figuraccia mediatica che ha subito nel mio precedente intervento nella sua trasmissione. Se non è così sposti l'argomento in una delle prossime puntate e mi dia la possibilità di spiegare direttamente le mie ragioni, in modo che dal confronto diretto e senza censure gli italiani possano conoscere la verità». «In subordine - conclude Cuffaro - se proprio, non è possibile fare altrimenti, propongo che vengano trasmessi contestualmente ai pezzi del Dvd, "La mafia è Bianca" spezzoni del confronto televisivo da me sostenuto l'11 novembre 2005, con gli autori del libro-dvd, nel corso della trasmissione "Rai 21,15", su Rai News 24 condotta da Pierluigi Diaco, e quindi in possesso della Rai».

LA RISPOSTA DI SANTORO - La puntata di «Annozero» dedicata alle vicende dell'ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro non sarà spostata alla prossima settimana. Questa, in sintesi, la risposta di Santoro a Cuffaro. «La scorsa settimana l'ex presidente Salvatore Cuffaro ha rumorosamente sollecitato un invito ad "Annozero" per discutere le vicende che lo riguardano. Abbiamo fornito ampie assicurazioni che quest'invito gli sarebbe stato rivolto e nella giornata di lunedì 28 gennaio abbiamo provveduto a ufficializzarlo - afferma Santoro - alle ripetute sollecitazioni, anche scritte, della redazione, l'ex presidente della Regione siciliana ha sempre risposto di non ritenere opportuna la sua partecipazione alla puntata. Solo in seguito ha cambiato rotta, dicendo di essere impegnato e chiedendo quindi di spostare la puntata alla settimana successiva. Crediamo che egli abbia tutto il diritto di dare libero sfogo ai suoi sentimenti, ma il programma si svolgerà nelle forme e nei tempi stabiliti dalla redazione», conclude Santoro.

PALAZZO CHIGI - «Ho appreso che il presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto con il quale si dispone la mia sospensione da presidente della Regione siciliana» ha detto successivamente Cuffaro: «Credo - afferma l'ex governatore - che tale atto sia solo da considerare come una provocazione politica poichè, come è noto, ho già lasciato spontaneamente la carica con le mie dimissioni irrevocabili. Sono esterrefatto e nel contempo preoccupato per la grave violazione di legge oltre che per l'ennesima scelta operata ignorando le prerogative dello Statuto siciliano, che è legge costituzionale, e della autonomia speciale della nostra Regione».

Fonte: il Corriere della Sera

giano87
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categoria : cuffaro

mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 00:19

Gratta e vinci: vinti 500 mila euro
A Gioiosa Marea nel Messinese

(ANSA) - GIOIOSA MAREA (MESSINA), 29 GEN - E' un camionista il fortunato vincitore di mezzo milione di euro al 'Gratta e Vinci'. L'uomo ha acquistato ieri sera diversi tagliandi al Bar Buzzanca, sulla Statale 113 a Gioiosa Marea nel Messinese trovando il biglietto fortunato. Scoperto di avere vinto il camionista ha avuto un malore per l'emozione. Poi nella rivendita si e' festeggiato sino a tarda notte. 

Lasciatemi dire una cosa...CHE CULO!!!!!!!!!!!!!!!

giano87
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lunedì, 28 gennaio 2008, ore 21:25

DAL CORRIERE

la storia di Maria, segregata in casa per non morire!!

È a Milazzo il cuore dell'Asi (l'area per lo sviluppo industriale del Tirreno), uno dei consorzi nati per dare slancio all'industria in Sicilia. In pochi chilometri si concentrano una centrale termoelettrica una raffineria e la sua centrale di cogenerazione e numerose industrie che producono acciaio o smaltiscono batterie. Un'area ad «elevato rischio di crisi ambientale» oggetto del reportage di Nino Luca (Agr).

Il video

ilfastidio
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giovedì, 24 gennaio 2008, ore 12:12

Questo è uno di quei momenti in cui non conta lo schieramento politico, le idee divergenti sulla società e sulla politica. Le dimissioni di Cuffaro sono un argomento su cui a Palermo ci si è trovati tutti d'accordo, almeno nel popolo. Il 19 gennaio a Palermo, associazioni come la NoProfit e gruppi giovanili sia di destra che di sinistra, hanno sfilato da piazza Politeama verso il teatro Massimo con una protesta contro Cuffaro, affinchè il presidente della regione si dimetta al più presto, visto che ora non ci sono più scuse o giri di parole, ma una condanna effettiva decisa dalla magistratura, al termine di un regolare processo. Attualmente gira la petizione on-line ed invito tutti a firmarla. Ovviamente i mass media non hanno parlato di questa protesta nè della petizione, cerchiamo di dare voce a questa situazione!

EdgarAllanPunk
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giovedì, 24 gennaio 2008, ore 11:54

IL CHIERICO (se poi è vagante non so)
tale ricerca è basata sull'uso improprio del ctrl-c  ctrl-v
mi scuso ma chiedo al buon chiericovagante di chiarirmi alcuni punti. LUI SA QUALI.

Il chierico è un membro del clero di una religione.

Nel Cattolicesimo, per chierico si intendeva, prima della riforma del Concilio Vaticano II, la persona che, sebbene non avesse preso ancora i voti degli Ordini maggiori ecclesiastici della Chiesa cattolica, fosse già indirizzata al sacerdozio; per questo veniva rasata la parte superiore della testa all'interno del Rito di tonsura. Proprio da tale iniziazione nasce lo pseudonimo di chierica, che si riferisce alla parte rasata del capo.

Per estensione, con il termine "chierico" si attribusicono persone dotate di capacità intelettuali e culturali. Tale accezione deriva dalla tradizione medievale, perchè per tutto il Medioevo gli intellettuali si formavano all'interno della Chiesa. Per dedicarsi interamente alla loro vocazione intellettuale e per sostenersi economicamente, si facevano impartire gli ordini minori. Tra i più troviamo Francesco Petrarca.

In tempi moderni, con Julien Benda chierico ha assunto l'accezione di intellettuale organico al potere, la persona colta al servizio dei potenti.

Il CHIERICO NEL RINASCIMENTO
Dal latino tardo clericus, in italiano " chierico" (anche nelle forme "cherco", "cherico", "chierco") designa una persona che appartiene al clero (dal greco kleros , latino clerus: "parte ottenuta per sorte", "parte scelta"; distinta da laikos: in greco "popolo comune", "profano"): all’inizio del cristianesimo con il termine "clero" si designava tutto il popolo cristiano, il popolo eletto, il popolo di Dio; ma già nel III secolo la parola sta a indicare coloro che sono addetti al servizio del culto perché "parte" del Signore. Secondo san Girolamo  "i chierici sono così chiamati, perché essi sono la parte del Signore, o ancora perché il Signore costituisce la loro parte" (Epistola ad Nepotianum, 52 5). Nel Medioevo, chierico si identificava spesso con literatus: cioè chi conosceva il latino, dunque significava "colto" e "intellettuale", "uomo dotto e istruito" (e illiteratus era quindi sinonimo di "laico", cioè "non colto").
La condizione di chierico era l’unica che permettesse di coniugare occupazioni spirituali e culturali ("loico e clerico grande" viene definito Federico II da Dante nel Convivio, IV 10 6, "secondo la fama che di lui grida"). Con la formazione delle università nel corso del XIII secolo lo statuto clericale è esteso a professori e studenti. Si diventava chierico anche senza intraprendere una carriera sacerdotale con la semplice "tonsura" (il taglio di alcune ciocche di capelli o della rasatura tonda centrale sulla nuca che prende per l’appunto il nome di "chierica": un rito che precede gli ordini sacri e diventa necessario per riceverli perché distingue dallo stato laico; Dante, Inferno, VII 46-47: "Questi fuor cherci, che non han coperchio / piloso al capo, e papi e cardinali") e senza obblighi onerosi, non sempre veniva ad esempio richiesto il celibato (introdotto tardivamente come regola nel IV-V secolo, poi al tempo della riforma "gregoriana" nell’XI-XII secolo, ma, soprattutto, con la rigida legislazione introdotta dal Concilio di Trento), oppure ricevendo gli ordini minori (ostiario, lettore, esorcista, accolito) o quelli maggiori (suddiacono, diacono, sacerdote, prete e vescovo), per cui si distingue tra chierici minori e maggiori.
La condizione di chierico dava diritto a ricoprire uffici ecclesiastici, incarichi che spesso potevano essere anche demandati a qualche vicario (come nel caso della responsabilità di una parrocchia), in cambio di godimento di beni, privilegi, rendite, sovvenzioni e, in particolare, di benefici ecclesiastici, spesso, soprattutto dal Trecento al Settecento, unico mezzo di sopravvivenza economica per molti letterati-chierici, a cominciare da Petrarca e alternativo al servizio a corte o al favore di qualche mecenate.
In un saggio divenuto celebre Carlo Dionisotti ha scritto: "Perché il Petrarca non è un laico: il fondatore dell’Umanesimo italiano ed europeo, il maestro della nuova poesia amorosa, è un chierico, cappellano e canonico, vive dei proventi dei benefici ecclesiastici, e pur valendosi ripetutamente della ospitalità e protezione di signori laici, non si riduce però mai intieramente al servizio di alcuno di quelli. Il suo pane non sa di sale, come sapeva quello dell’esule Dante, e la sostanziale indipendenza della sua vita è garantita dalla formale dipendenza che egli deve e volentieri presta alla Chiesa, a un’istituzione tanto più ampia e resistente ed elastica e tanto meno esigente che un qualunque stato, italiano o straniero" (Dionisotti 1967, p. 71).
Soprattutto tra la fine del Quattrocento e per tutto il Cinquecento il numero degli intellettuali esponenti della cultura "laica" che entravano nel clero subisce un incremento davvero eccezionale: Alberti non ha né moglie né figli, è un chierico; Poliziano e Guicciardini aspirano al cardinalato, Bandello, Firenzuola, Folengo appartengono a ordini religiosi, Castiglione è nunzio apostolico, Ariosto ricerca un vescovato, Bembo diviene cardinale, Della Casa chierico della Camera Apostolica nel 1537, vescovo di Benevento nel 1544 e nunzio a Venezia nello stesso anno.
La corsa ad accaparrarsi qualche prebenda, qualche beneficio ecclesiastico verrà condannato aspramente e legato alla più generale e antica piaga della venalità del clero già da Dante (Inferno, VII 37-39: "Maestro mio, or mi dimostra / che gente è questa, e se tutti fuor cherci / questi chercuti a la sinistra nostra".
Questa situazione non solo continuò (tra Quattrocento e Cinquecento si crearono delicate situazioni di equilibrio nella distribuzione su tutto il territorio dei benefici, per i ricorrenti tentativi, da parte dei principi degli stati italiani, di esercitare la loro influenza sui meccanismi di assegnazione), ma si arrivò a una tale "dilatazione" del sistema beneficiario che il fenomeno assunse necessariamente una grande rilevanza politica. Con il beneficio ecclesiastico non si instaurava soltanto un legame economico ma, spesso, una fitta trama di scambi e di favori, in cambio di appoggi da prestare. L’entrata nei circuiti del potere della Curia ecclesiastica era sentita come condizione necessaria per ottenere la difesa dai colpi della fortuna e dalle mutevolezze dell’agone politico. Guicciardini poteva dichiarare: "el grado che ho avuto con più pontefici m’ha necessitato a amare per el particulare mio la grandezza loro", malgrado avesse "sempre desiderato naturalmente la ruina dello stato ecclesiastico" (Ricordi 24 e 124B).
Ma è soprattutto l’autore delle Satire "il testimone più veridico e preciso della situazione ambigua fra laicato e stato ecclesiastico, in cui vennero a trovarsi tanti letterati nostri di quell’età, e dei problemi economici e morali che la situazione comportava" (Dionisotti 1967, p. 71). Ariosto, sempre alla ricerca della quiete letteraria, condanna aspramente e con forte risentimento etico i profittatori dei benefici derivanti dal servire "re, duca, cardinale o papa"; e condanna chi, come Ippolito d’Este, aveva usato proprio l’arma dei benefici come ricatto sul poeta colpevole di essersi rifiutato di stabilirsi con lui in Ungheria: "Degli uomini son varii li appetiti: / a chi piace la chierca, a chi la spada, / a chi la patria, a chi li strani liti" (Satire, III 52-54). Con il Candelaio di Giordano Bruno la polemica contro i pedanti si unisce alla satira di chi porta la "chierica" e parla in latino (cioè è literatus), come quando "si dice la messa" (IV 16).

INTESO ANCHE NEI GIOCHI GDR COME :
(vi ricordo il Chierico in AGE OF KING)

Il Chierico è colui che decide di dedicare la sua vita ad una causa nobile e meritevole. Spesso questa causa è l'affermazione dei principi dell'allineamento o la diffusione della dottrina che dal suo dio discende. Ad esempio, un chierico legale buono si impegnerà a diffondere la legge e l'ordine nel mondo, oltre a portare con sé parole di speranza ed aiuti. Sebbene i Chierici non siano valenti come i guerrieri in combattimento, sono abbastanza forti da badare a sé stessi. Quando si scatena una battaglia non dovrebbero essere i primi a sostenere l'urto dei nemici, ma nemmeno retrocedere e nascondersi. Durante un combattimento sono utili soprattutto per l'efficacia guaritiva dei loro bendaggi e dei loro poteri, forze misteriose che derivano direttamente dallo stretto contatto che questi uomini hanno con il loro Dio. A causa del loro credo, i Chierici non possono usare armi con lame affilate o appuntite(come spade, lance, frecce o pugnali). Possono invece usare bastoni, mazze, martelli da guerra e così via. La loro armatura può essere di qualsiasi tipo. La sua figura carismatica e la sua immensa saggezza fanno di lui un condottiero della luce, che si oppone in maniera assoluta al leader delle tenebre, il Negromante.
ART41BIS
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giovedì, 24 gennaio 2008, ore 11:44

Questa notizia l'avevo sentita alcuni mesi fà, l'ho messa nel dimenticatoio e poco fà mentre caricavo i disegni ho pensato che era parecchio tempo che non davo notizie interessanti, così ho pensato che magari questa notizia potrebbe interessare coloro i quali hanno una macchina con motore diesel. La notizia è apparsa a striscia la notizia qualche mese addietro. Praticamente alcuni meccanici hanno sostituito al normale combustibile, alcool puro (senza colorante, perchè quello può rovinare il motore) e odio di frittura. Ebbene l'esperimento ha dato buon esito, da 8 anni a questa parte, le macchine alimentate con questi insoliti carburanti, non danno alcun problema. In particolare l'alcool costa circa 90 centesimi al litro ed inquina molto meno del diesel, mentre l'olio di frittura rilascia odore di patatine fritte dal tubo di scappamento. Peccato che se una pattuglia dei carabinieri scopre che state alimentando il motore con tali carburanti vi fà la multa! Assurdo, compriamo la macchina (quindi di nostra proprietà), paghiamo bollo ed assicurazione, con tali carburanti inquiniamo meno che col diesel, però fanno la multa.

EdgarAllanPunk
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mercoledì, 23 gennaio 2008, ore 13:06

La RCS, il Sole 24 Ore e il gruppo Espresso-Repubblica, da soli, incassano in un anno 58.916.624 euro (rispettivamente 23 milioni e mezzo, 19 milioni e 16 milioni). Più o meno la stessa cifra riconosciuta complessivamente a tutte le testate di partito, di movimento e di cooperativa messe insieme.
Altri 20-25 milioni di euro se li aggiudicano i “giornali indipendenti” regionali o sportivi, con in testa La Stampa (7 milioni di euro), il gruppo Giorno-Carlino-Nazione con più di 3 milioni, il gruppo Caltagirone (Messaggero-Mattino-Gazzettino) con poco meno di 3 milioni e il Corriere dello Sport con quasi 2 milioni.
Al quarto posto assoluto, il tricìpite Avvenire (proprietà Conferenza Episcopale, forma Fondazione ed equiparazione a coop) con più di 10 milioni di euro. Al quinto, l’ammiraglia dei giornali politici, L’Unità, con più di 9 milioni. Seguivano l’ineffabile Conquiste del Lavoro con 6 milioni e mezzo, e l’arrembante Libero con 5 milioni e mezzo.
Complessivamente, la triade di battaglia politica quotidiana contro i vizi e l’assistenzialismo della politica – Libero, Il Foglio e Il Riformista – risultava mantenuta dall’erario per più di 11 milioni di euro.

EdgarAllanPunk
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lunedì, 21 gennaio 2008, ore 19:29

SANITA' IN PROVINCIA DI MESSINA

Cari amici e amiche.
Come molti di voi sanno, da circa 2 mesi, ho qualche problema con la gamba.
Niente di grave per fortuna ma se così non fosse stato avrei avuto grossi problemi.
Dopo un incidente in moto ho riportato ferite NON superficiali al Ginocchio e ho avuto qualche problema col menisco , col polpaccio e col tendine d' Achille.
Bene:  Dopo una settimana prendo appuntamento a MESSINA per una RMA al polpaccio dx ; dopo 40 giorni il controllo era oggi.
Ore 9.20 partenza per Messina con arrivo alle 10.15 , 40 minuti per trovare un maledetto parcheggio (inventato poi in zona stazione ).
Arrivo bello come il sole , in tuta ginnica ADIDAS ROSSO FUEGO , scarpina da tennis ADIDAS serie limitata GOOD YEAR ORO..entro,fila di 15 minuti per dare la ricetta...
Improvvisamente una voce TUONA !!!!! : <<  Pirri il dottore le deve parlare...CHI E' PIRRI? >>
Caxxo penso...sono io...che velocità....vabbè che sono prenotato, ma devo ancora dare la ricetta... corro entro...
Il dottore mi guarda con l'aria di chi ha appena perso un congiunto e mi dice : < <siamo spiacenti ma noi non facciamo questo esame...c'è stato  un errore al numero VERDE  sà è una DITTA ESTERNA CHE GESTISCE e fanno spesso di queste cavolate. Può prenotare al Policlinico , al Papardo o al Cristo Re ma i tempi d'attesa sono lunghi...sennò a PAGAMENTO in settimana a Santa Teresa di Riva > >.
Nel frattempo ho tolto le stampelle e cammino di nuovo...Nelle Vacanze di Natale erano chiusi , ora hanno sbagliato... e se avessi avuto un danno piu' serio?
Sono indeciso se fare o no una denuncia all'USL...nel frattempo la faccio qui...poi si vede...ho già troppi casini.

Dimenticavo per quella a pagamento occorrono 180 eurini.
ART41BIS
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lunedì, 21 gennaio 2008, ore 14:36

Mi permetto di segnalare un'iniziativa a mio parere molto bella da parte di una signora, Felicia Puleo, che alle soglie dei sessanta, non ha perso la voglia di sognare e seguire le proprie passioni. Felicia è una poetessa dilettante da tempo, vive a Bagheria e pubblica le sue poesie (numerose in dialetto) nel  blog che ha aperto da poco.  Da quest'anno  avvierà una bella iniziativa portando avanti una rivista di poesie e racconti che verrà distribuita, in 250 copie, presso il comune di Bagheria. Chiunque volesse partecipare all'iniziativa, può contattare Felicia attraverso il suo blog.
Ps. E' un periodo difficile, denso di problemi nella politica e nella società italiana, ci vuole molta riflessione e dobbiamo tenere gli occhi ben aperti sulla strada che scegliamo di intraprendere nella nostra vita, ma penso che un piccolo spazio per sognare ci vuole sempre.
EdgarAllanPunk
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venerdì, 18 gennaio 2008, ore 21:26

vasa_vasa-dayPer chi, come me, aspetta la sentenza del governatore Cuffaro da mesi - oggi - è rimasto un pò deluso diciamolo! Non per accanimento contro Cuffaro o contro qualcuno in particolare ma solo per dovizia e scrupolosa lettura del codice penale. Difatti il capo d'accusa inziale, ovvero l'idea iniziale, era di concorso esterno, tramutatosi in seguito a favoreggiamento aggravato alla mafia!Alla fine si è risolto in una condanna per favoreggiamento "semplice"...Ora non è che 5 anni di condanna non siano nulla, anzi, però io da ignorante non capisco una cosa...Come si fa a condannare il presidente della regione per aver favorito SINGOLI mafiosi (e non tutta l'organizzazione) e rimanere incollati alla propria poltrona? La promessa che aveva fatto Cuffaro ad "Annozero" - la trasmissione di Michele Santoro - era stata chiara..."Mi dimetto se mi condanneranno per favoreggiamento aggravato..." Oltre alla condanna per favoreggiamento e la conseguenziale reclusione di 5 anni, il governatore è stato condannato alla interdizione dai pubblici uffici (probabilmente per l'altro reato per il quale era sotto accusa Cuffaro, ovvero rivelazione di segreto d'ufficio). Trovo assurdo quindi, che il presidente della regione Sicilia sia interdetto dai pubblici uffici ed andare regolarmente ad occupare la sua poltrona, che venga condannato per aver favorito SINGOLI mafiosi ed occupare la poltrona di governatore...E' come se io avessi favorito la latitanza di Riina, senza però favorire tutta l'organizzazione....Ma che sentenza è???Credo sia ovvio che se il Cuffaro ha favorito un mafioso non l'ha fatto per scopi privati ma per tutto quello che quella persona rappresenta (e nel caso specifico si trattava del boss Guttadauro) quindi rimango perplesso....solo stupito!

ilfastidio
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