giovedì, 17 luglio 2008, ore 17:39

A due giorni dall'anniversario dell'assassinio del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta, i Siciliani che non dimenticano, si associano all'iniziativa lanciata da Arcoiris e condividono con tutti voi, il video amatoriale registrato il 26 gennaio 1989 dal professor Enzo Guidotto nell'istituto  "Remondini" di Bassano del Grappa. Riecco il Giudice Borsellino a lezione di "educazione civica"!!!

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martedì, 15 luglio 2008, ore 22:50

Dopo l'arresto del presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ho fatto una ricerca rapida sul nostro carissimo presidente della regione Sicilia...non si sa mai...mi sono portato avanti direte voi....no no, solo per una pura forma di fanatismo e voglia di sapere....sempre di più, specie di chi ci "governa"!!

Premetto che la fonte è Wikipedia, quindi chi volesse smentire quello che scriverò, dovrà prima fare un'accurata ricerca, ma si sa, le cose fatte, sono fatte e basta e comi si dici "cu mancia fà muddrichi"...

Raffaele Lombardo nasce a Catania il 29 ottobre 1950. E' presidente della Regione Siciliana dal 14 aprile 2008 e Parlamentare europeo. Fondatore e leader del Movimento per l'Autonomia, è stato presidente della Provincia di Catania dal 2003 al 12 febbraio 2008. Tralasciando i convenevoli...arrivo subito al sodo!

lego_lombardo1. Il 22 aprile 1992 è arrestato per interesse privato in atti d'ufficio e abuso d'ufficio, ma dopo essere stato condannato in primo grado, viene assolto in appello, nell'immediato deve però dimettersi da assessore.

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venerdì, 04 luglio 2008, ore 16:37

Copio l'intervento di un super Tonino Di Pietro alla Camera dei Deputati di ieri!!

"Signor Presidente, stiamo parlando della futura nomina a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina del dottor Antonio Franco Cassata, nei confronti del quale, nel maggio 2008, la competente commissione del CSM ha proposto la nomina ed oggi il Ministero della giustizia è chiamato ad esprimere il proprio concerto.
Vorremmo, da questi banchi, fare alcune «fotografie» e, con una sequenza quasi fotografica, illustrarvi chi è il dottor Antonio Franco Cassata, affinché voi, nella vostra responsabilità, possiate decidere se dare o meno il concerto alla nomina a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina di tale magistrato.
Abbiamo molto rispetto della magistratura e di tutti i suoi componenti, l'abbiamo sempre difesa, però riteniamo che sia necessario che, quando si occupano cariche di questo genere, chi deve assegnare questo incarico, deve prendere atto non solo dei fatti soggettivi che riguardano la persona, ma anche dell'ambiente in cui egli viene a trovarsi ad operare e delle eventuali incompatibilità o inopportunità che questa nomina possa essere assegnata."

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martedì, 01 luglio 2008, ore 16:49

Depositate dal Tribunale di Palermo le motivazioni dela sentenza di condanna dell'ex Presidente della Regione, Cuffaro.

I giudici della III sezione del tribunale di Palermo hanno depositato nel pomeriggio le motivazioni della sentenza del cosiddetto processo alle talpe alla Dda di Palermo, che vedeva imputati, tra gli altri, l'ex presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro. Il verdetto è stato emesso il 18 gennaio scorso. Cuffaro, accusato di favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato l'associazione mafiosa, venne condannato a cinque anni di carcere.

I giudici esclusero, però, la sussistenza dell'aggravante, ritenendo l'ex governatore colpevole del reato di favoreggiamento semplice.

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giovedì, 22 maggio 2008, ore 07:29

Con la determina n. 478, adottata ieri a Palazzo Longano, il dirigente facente funzioni del VII Settore, Orazio Mazzeo, dopo un travagliato iter durato ben 23 giorni, ha adottato su indicazioni del prefetto di Messina la rescissione del contratto d'appalto con il raggruppamento di imprese che stava effettuando i lavori del Pios 5 di riqualificazione del lungomare di Barcellona. La rescissione è stata adottata a seguito degli accertamenti antimafia previsti dal protocollo di legalità intitolato al generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa e sottoscritto da Palazzo Longano il 24 ottobre del 2005 con l'obiettivo di salvaguardare da possibili ingerenze mafiose tutti i lavori pubblici indetti dall'ente.
Il prefetto Francesco Alecci, a seguito delle notizie pervenute dalla prefettura di Enna nella cui provincia ha sede una delle ditte che stava eseguendo i lavori, con una lettera del primo aprile del 2008, pervenuta al Comune di Barcellona il 29 aprile scorso, aveva segnalato che: «Da accertamenti effettuati sono emersi elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della ditta "Ma.ge.co. srl" di Nicosia, in provincia di Enna». In questi casi, così come prevede il protocollo d'intesa, la rescissione del contratto d'appalto è un obbligo a tutela «di rilevanti ragioni di interesse pubblico». La ditta che risulterebbe aver subito «tentativi di infiltrazione mafiosa» era subentrata nell'esecuzione dei lavori attraverso la consolidata prassi dell'acquisizione del ramo d'azienda da parte dell'impresa capofila, la "Be.Na.co. srl" che originariamente si era aggiudicata l'esecuzione delle opere di «Recupero e riqualificazione ambientale fascia costiera e area attrezzata a servizi di Calderà e Spinesante» per un importo a base d'asta di 3 milioni e 324 mila euro.
Nella missiva il prefetto specificava che, pur sussistendo tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte aziendali, nei confronti dell'amministratore delegato e del direttore tecnico della "Ma.ge.co. srl" non esistono cause di divieto, di sospensione e di decadenza previste dall'art. 10 della legge 575 / 65. C'è da sottolineare come amministratore e direttore tecnico dell'azienda subentrata siano gli stessi dell'impresa capofila che si era aggiudicata l'appalto. La "Ma.ge.co." era subentra alla "Be.na.co." con l'acquisizione del ramo d'azienda il 12 ottobre scorso. Il Comune di Barcellona, avutane notizia il successivo 23 ottobre, ha chiesto al Prefetto la certificazione antimafia.
Per rescindere il contratto è stata necessaria una circolare emanata dal segretario generale di Palazzo Longano, Fabio Battista, firmata anche dal capitano della polizia municipale Lino La Rosa. I due funzionari fanno parte infatti della speciale commissione interforze istituita presso la Prefettura come osservatorio previsto dal protocollo di legalità per la vigilanza sugli appalti.
La determina adotta ieri dispone la messa in sicurezza dei cantieri e ciò nell'attesa che il Comune di Barcellona attivi le procedure per l'affidamento della prosecuzione dei lavori alla ditta che si è classificata seconda nella gara d'appalto del Pios 5.
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venerdì, 09 maggio 2008, ore 14:43

Nel giorno del trentesimo anniversario dalla morte di Peppino Impastato, segnalo questa notizia di cronaca pubblicata oggi su "la Repubblica"!

CRONACA

Camminando per Palermo abbiamo incontrato il misteriosissimo F. A., quello che firma i murales alla maniera di Andy Warhol con la faccia del boss Matteo Messina Denaro. Fra i vicoli del Papireto e il mercato di Ballarò, prima ci è venuto incontro F. e poi è spuntato anche A. L'autore che tutti cercano non è uno come si immaginava, come si diceva, come si sospettava. Sono due gli autori: Filippo e Alessandro. Studiano architettura, sono ragazzi estrosi, un po' incazzati e molto sorpresi dal gran rumore che una certa antimafia ha fatto sul loro "gesto artistico".

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martedì, 29 aprile 2008, ore 13:50

vasa vasa e marcellino a palazzo madama....

cliccaci su se vi interessa sapere cosa si sono detti i due...

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giovedì, 24 aprile 2008, ore 15:04

Nel giorno in cui Raffaele Lombardo viene proclamato ufficialmente Presidente della Regione Siciliana, sul retro della cattedrale di Palermo è comparso una "strano" murales! Così il volto del boss latitante Matteo Messina Denaro diventa un grande murales pop art alla Andy Warhol.

      (cliccaci su x ingrandire)

Non c'è che dire...I Siciliani sono un popolo di artisti e burloni

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domenica, 20 aprile 2008, ore 13:00

«Non pagare il pizzo è una questione d’onore», questo lo slogan della campagna contro il racket delle estorsioni in Sicilia. Una volta c'erano i comizi dei sindacalisti, centinaia di libri, poi i film denuncia, adesso per combattere la mafia si fanno gli spot pubblicitari. L'uomo d'onore è quello che si ribella. Non è quello arrulato da Cosa Nostra che si autodefinisce «uomo d'onore». Concetto ribaltato. Questo è dunque il messaggio che si vuol far passare. Così all’Auditorium Rai di viale Strasburgo sono stati presentati quattro spot realizzati dalla Questura di Palermo, dall’assessorato Beni Culturali e pubblica Istruzione della regione, da Unioncamere e Confindustria Sicilia. Tutti uniti con un unico intento: sensibilizzare l’opinione pubblica, gli esercenti commerciali e gli imprenditori a non arrendersi alla violenza mafiosa delle estorsioni e a sviluppare una ribellione civile che possa diventare il manifesto culturale dei siciliani.

(fonte: corriere.it) I video li trovate qui

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giovedì, 10 aprile 2008, ore 16:31

L'inchiesta del Ros dei carabinieri sulle infiltrazione mafiose nei subappalti di opere pubbliche nel Messinese, sfociata in 15 arresti la notte scorsa, era iniziata nel 2006. Al centro delle indagini il clan dei "mazzarroti" della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto che aveva fatto fortuna con l'attivita' vivaistica (da qui il nome "Vivaio" dato all'operazione antimafia) ma che presto aveva cominciato a riciclare i proventi delle estorsioni reinvestendo nel movimento terra ed in altre attivita' edilizie.

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