sabato, 19 luglio 2008, ore 08:15

medaglia d'oro al valor civile

«Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo, esercitava la propria missione con profondo impegno e grande coraggio, dedicando ogni sua energia a respingere con rigorosa coerenza la proterva sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Nonostante le continue e gravi minacce, proseguiva con zelo ed eroica determinazione il suo duro lavoro di investigatore, ma veniva barbaramente trucidato in un vile agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificando la propria esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di giustizia e delle Istituzioni.»

L'aforisma che più mi piace ricordare di Paolo Borsellino è questo: "Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare"

(da Wikipedia)

ilfastidio
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giovedì, 19 giugno 2008, ore 11:16

Ora. Ci sarebbero troppe cose da dire, secondo voi. Eppure non ce n'è nessuna.

Mi permetto soltanto di passare di qua per rimproverarvi. Perchè questo blog non parla più della Sicilia.

O meglio, parla di una Sicilia inventata, fatta di finti siciliani e problemi immaginari. Di politica e sanità, di lavoro e corruzione. Di finti mafiosi.

Questo è il mondo, conterranei, non la Sicilia. Questi non sono problemi che toccano un vero Siciliano.

Perchè un vero siciliano sa che "quannu u munnu è tuttu aranci, a mia mi 'nni 'ntocca sempri un sulu spicchiu". Questa terra è lontana dai problemi del mondo. La storia le passa accanto con i suoi odiosi rumori.

Adesso che siete un pò europei vi sentite in dovere di parlare di "cose grosse", e vi capisco. Ma siamo più siciliani, orsù. Un poco più siciliani, almeno. E chiediamoci quali sono veramente le "cose grosse".



"... lu juncu ca si cala e mai si ‘ncula."



"...solo nel momento felice dell'arte, quest'isola è vera..."
chiericovagante
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lunedì, 26 maggio 2008, ore 21:17

Aria tersa, 28° gradi, sole estivo, non una nuvola in cielo…Sarà veramente difficile contestare le immagini scattate dal Wwf alle 10.20 di domenica 25 maggio. «Anche se i dirigenti dell’impianto industriale, "Raffineria di Milazzo", dalle cui ciminiere è stata emessa la nube fotografata, saranno ben contenti di annunciare che «grazie» a quella nuvola nera ed acre chissà quali altri danni si sono evitati», aggiunge sarcastico il responsabile del Wwf di Milazzo Giuseppe Falliti.

L'ACCUSA - Grazie a quei fumi viene scaricata la pressione di qualche impianto bruciando i prodotti in eccesso in circolo. Una specie di valvola di sfogo. Per il Wwf dentro può esserci di tutto. Derivati del petrolio: ossidi zolfo e ossidi di azoto in primis. Poi idrocarburi aromatici e policiclici. Insomma metalli pesanti che ammorbano l'aria.

ilfastidio
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domenica, 13 aprile 2008, ore 20:10

mail di un amico che prontamente giro qui....

CARI AMICI,
SU "IL VENERDI" DI REPUBBLICA DEL 04.04.2008 SI TROVA UN ARTICOLO VERAMENTE INTERESSANTE;

IL CNR DI MESSINA HA SCOPERTO CHE I PANNELLI SOLARI POSSONO REALIZZARSI NON SOLO IN SILICIO, MA ANCHE CON SUCCO D'ARANCIA E/O MELANZANE: INFATTI DA GIUGNO VERRANNO MESSI IN PRODUZIONE A VENTOTENE (E PERCHE' PROPRIO LI???) I NUOVI PANNELLI SOLARI CON COSTI NOTEVOLMENTE ABBATTUTI SI PARLA DI CIRCA 4,00€ PER WATT PER I PANNELLI IN SILICIO E DI CIRCA 0,30€ PER WATT QUELLI AD ARANCE E/O MELANZANE!!!!

ORA VI SEMBRA GIUSTO CHE NOI, AVENDO LA RISORSA E SPERO PURE IL NUOVO BREVETTO (RICORDO IL CNR DI MESSINA) DOBBIAMO PORTARE LE NOSTRE RISORSE A FARLE LAVORARE DA ALTRI, NON SAREBBE MEGLIO INVESTIRE SULLA NOSTRA ISOLA, TAGLIANDO I NOTEVOLI COSTI DI TRASPORTO ED INVESTENDO SU RISORSE ENDOGENE (RISORSE E FORZA LAVORO) E FINALMENTE PRODURRE UNA VOLTA TANTO ENERGIA PULITA E COMPONENTI DA POTER ESSERE ESPORTATI.
NON VOGLIO GUARDARE ANCORA LA SICILIA COME ULTIMA RUOTA DEL CARRO DI UNA NAZIONE CHE VA ALLA DERIVA!!!! IL RISVEGLIO PUO' ESSERCI BASTA ESSERE AMMINISTRATI DA PERSONE PULITE E INNOVATIVE................ALTRO CHE NUCLEARE O GAS COMBUSTIBILI!!!ABBIAMO TUTTE LE RISORSE NECESSARIE PER PRODURRE ENERGIA PULITA.... UNA SANA ECONOMIA E' POSSIBILE !!!?????

Cordialmente

Arch. Seby G.

ilfastidio
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sabato, 29 marzo 2008, ore 20:08

Il binomio di Newton è bello come la venere di Milo,
peccato che pochi se ne accorgano.
[Fernando Pessoa]

La poesia è un bene rifugio
come il mattone nei tempi di magro
non ci costruisci niente
e la resa è fissa dai tempi del latino
quasi zero, ma ci stai
come il vecchio che riposa fuori l’uscio
due stanze, servizi, qualche quadro
la lumaca attorcigliata nel suo guscio
[Giorgio Nova]

“Ecco tutto.
Dio e le leggi del Rutto.”
[Sentenza del dopo pranzo]

chiericovagante
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sabato, 29 marzo 2008, ore 19:45

Al primo canto del gallo, il sole ancora sonnecchiava. Tardò qualche minuto quel dì, a farsi strada tra le nuvole, quasi non avesse voglia di rovinare una notte tanto fresca e deliziosa.
In pochi attimi, l'alba entrò dalle finestre, nella grande casa del marchese di Chasles. Per una strana abitudine, ereditata probabilmente da suo padre, Mathias dormiva con le finestre aperte. Gli piaceva essere svegliato dai primi raggi del sole mattutino. In quegli'istanti, tra il sonno e la veglia, tesseva le trame più belle che la sua giovane mente potesse creare. Vedeva, oltre la pellicola sbiadita del sogno, posti incantati e fanciulle dagli occhi misteriosi, città sconosciute e uomini con il turbante, bestie curiose e cieli solitari. Quella notte, era stato finanche in un remoto angolo del deserto, dove la strada si perdeva sotto le scarpe e la malinconia si tramutava in coraggio. Lontano dal suo letto, la città brulicava già di piedi battenti, sulla polvere dei marciapiedi. In quei minuti, che spesso riempivano un'ora intera, Mathias dipingeva con sapiente maestria una realtà che presto sarebbe svanita, nel vigore scalpitante della giovinezza estiva.
Anche quel giorno però si sarebbe alzato. Per motivi a lui sconosciuti, aveva un karman tempestoso, pieno di battaglie e di rinunce, che gli assicurava una notte serena ed un risveglio lucidissimo.

L'inganno del cavallo è all'inizio – disse, alzando il busto e accovacciandosi sul letto – questi certamente non sa comprendere, né tanto meno udire la voce del cocchiere. -

Era così ormai da tempo. Si svegliava bruscamente quando dagli infissi di legno entrava l'odore del pane caldo, e per qualche misterioso motivo, sconosciuto a lui stesso, spezzava il filo del silenzio, che a lungo aveva vibrato nella notte, con una frase senza senso.

Nel lontano tepore di uno stesso Maggio, qualche eone più in là, avrebbe sentenziato – Merda !
– Con aria di certezza, esalando l'ultimo respiro.
chiericovagante
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sabato, 08 marzo 2008, ore 14:24


Mi dite: anarchico, radicale. Mi dico: schiavo.
Ho fondamentalmente due motivi, per non votare.
Per restarmene a Roma a studiare, a lavorare e a fare altro.

Uno. Non sono in grado di prendere decisioni su me stesso.
Nessuno di voi lo è, ma tutti vi illudete di esserlo. Di proporvi di fare questo, e farlo.
Guardatevi, non è così. Finite sempre per fare il contrario. Sempre.

Due. Non sono in grado di prendere decisioni per gli altri.
Perché non li capisco gli altri. Perché non so chi siano. E per tutti voi è così, anche se non lo sapete.
D'altronde nessuno capisce nessuno. Tutti parliamo lingue diverse. E fintanto che nessuno riesce a capire almeno un poco sé stesso, non ci sono speranze. Di parlare la stessa lingua.

Tre. Non mi piacciono quelli che vogliono cambiare gli altri, prima che sé stessi.
Perché lavoro su me stesso, e so quanto è difficile. Non riesco a immaginarmelo nemmeno quanto possa esserlo lavorare sugli altri.

Quattro. Perché sono una macchina, e so che delle macchine non ci si può fidare.
Non mi fido delle macchine, ma degli Uomini. E non ne vedo, in giro. Purtroppo.


Mi dite: ingrato, menefreghista, strafottente. Vi dico: si. Mi dico: silenzio.
Ho fondamentalmente un solo motivo per non votare.
Per restarmene a casa, solo soletto, in santa pace.
Imparare a contare, almeno fino a cinque.

chiericovagante
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venerdì, 18 gennaio 2008, ore 17:49

Spinto dalla vicinanza ai tumulti, mi concedo poche righe sugli avvenimenti dei giorni scorsi. (Una tantum. Sia chiaro, non vuol dire che inizio ad occuparmi di attualitĂ ). Chi si aspetta giudizi rimarrĂ  deluso. Sono un osservatore e non mi permetto di giudicare. Al contrario di quanto si possa pensare, solo chi osserva ha una posizione.



Riflessione n.1 – Il Papa non è venuto. Questo non è un pezzo giornalistico, e si presume che chi legge sappia cosa è successo. Il Papa, o chi per lui, ha sfoderato un'abile mossa scacchistica.

Un gesto magistrale, che ha evitato una svolta epocale, e ridato alla Chiesa un'improvvisa e apparente dignità. Non ci sono dubbi. Nessuno aveva una buona ragione per negare al Pontefice la partecipazione all'inaugurazione dell'A.A. Una così alta tensione, un così alto tasso di maleducazione piccolo-borghese, sono imputabili a mio avviso soltanto ad un processo storico irreversibile. Gli scienziati, gli studenti, i comunisti, i giovani di oggi (o come li volete chiamare) non si inventano maleducati e intolleranti da un momento all'altro. Si è rifiutato il diritto di parola, il diritto di espressione. Si è negata l'ospitalità ad un amico di famiglia. Quando questo accade (l'esperienza insegna), il presunto amico non è più tale. Il clima di tensione e aggressività venuto alla luce in questi giorni, non è germogliato di recente, ma è il frutto di due millenni di odio represso.

L'intellettuale medio (dicesi di persona che ha una smisurata fiducia nelle proprie capacità speculative) ha resistito per molti secoli, ed ora è esploso. Lo studente, il professore, il manifestante hanno prestato i propri corpi per una causa sotterranea, ormai da tempo alimentata da una cultura sbagliata e mistificante. In poche parole: il Cattolicesimo è morto. Se ne attende soltanto il funerale.



Riflessione n.2 – Di chi è la colpa ? Se c'è una colpa. Sicuramente della cosiddetta “sinistra”. Altrettanto sicuramente della cosiddetta “destra”. Ma in primis della Chiesa stessa. Anni di intolleranza nei confronti dell'altro, del non cattolico hanno insegnato che l'altro non va tollerato. (Attenzione ! Ho detto: intolleranza nei confronti dell'altro. Non nei confronti dell'ateo, ma proprio e soprattutto degli adepti di altre religioni, di altre “chiese”. Che cos'è in fondo la scienza, se non la religione più arrogante ?) Risultati: i cattolici sono snob, gli “ex cattolici” sono intolleranti, gli atei hanno costruito una loro ridicola ortodossia fatta di case e palazzi, di soldi e piaceri, di raziocinio e pseudo-logica (dico pseudo-logica perché il concetto stesso di ateismo mina alla base l'evidenza logica più forte). Sinsu strictu, il potere (non solo quello temporale, si badi bene, ma soprattutto quello spirituale, che è stato inventato dalla chiesa cattolica. Il sacro non ammette guide) che la chiesa ha costruito, facendo spalluccia con l'impero romano (i cui eredi, oggi, sono la “casta” dei politici),

ne ha segnato la fine. In questa occasione il Papa è stato abile ad evitare che i fedeli di tutti il mondo se ne accorgessero, magari vedendo in TV che qualcuno aveva avuto il coraggio di attaccare il “palazzo”. Ma la prossima volta, signori, non sarà così facile.



Avvertenza – Chiunque cercherà in questo “pezzo” un'opinione, chiunque vi vedrà un attacco o una difesa della figura del Papa, è libero di farsi l'idea che vuole. Chi mi conosce, e pure chi non mi conosce ma sa leggere, si accorgerà che queste poche righe costituiscono un'osservazione e niente più. Un'argomentazione tratta dal manifestarsi della “poco evidente” forza neutralizzante. Sta ai lettori riconoscere la forza “attiva” e quella “passiva”.
chiericovagante
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martedì, 08 gennaio 2008, ore 19:00

sei di palermo se hai esclamato almeno una volta nella vita :' ma perchè aprirsi una panelleria o un ganci a milano? quanti piccioli ti fai?'
sei di Palermo se la pressa per te non è semplicemente un compattatore, ma il metaforico discrimine tra l'utile e l'inutile
sei di palermo se non sai come si dica calia e semenza in italiano
sei di Palermo se, indicando un supplì in un bar di Milano, chiedi un'arancina

sei di palermo se alla vista del cremlino la prima cosa che pensi è: 'Certo, non è castello UTTUVEGGIO...però carino è'
sei di palermo se hai subito un fermo
sei di palermo se hai fatto un fermo

sei di palermo se ti hanno fregato almeno una vespa
sei di palermo se 'scendi' a mondello e 'sali' a palermo

sei di palermo se la notte vai a smontare i pezzi dei dossi in favorita
sei di palermo se non hai idea di dove sia viale margherita di savoia, ma sai benissimo dov'è la discesa di mondello (anche se la fai in salita)
sei di palermo se il motore non è un pezzo della macchina, ma un mezzo di locomozione
sei di palermo se 'scendimi le chiavi!'
sei di palermo se riesci a NON vedere il mare da casa anche abitando a 20 metri dalla costa
sei di palermo se 'minchia favoloso'
Sei di palermo se 'alla festa c'era mezza palermo'

sei di palermo se 'che duciiii!!!'
sei di palermo se 'ti sei ammuccato con..'
sei di Palermo se un tempietto non ha una funzione sacra...
sei di palermo se 'compà, tuttapposto?'
sei di palermo se appena lavi la macchina comincia a piovere... sabbia!
sei di palermo se spendi 150.000 € l'anno in posteggiatori
sei di palermo se all'estero tieni a esagerare la mitezza climatica della tua citta'
sei di palermo se sai che l'unita' di misura della sasizza e' il callozzo

sei di palermo se continui a stupirti della tecnica di lancio dei 'ghiacciolari' dello stadio e continui a chiederti dove fanno gli allenamenti settimanali
sei di palermo se, quando il palermo pareggia 'finì a pasta chi saidde!'
sei di palermo se ... hai fatto almeno un goal di puntazza arraggiata
sei di palermo se in autobus sali dall'uscita prima che la gente esca (e te ne rendi conto alla quindicesima cazziata presa all'estero)
sei di palermo se la pasta col forno è troppo bella
sei di palermo se ogni volta che c'è un incidente ti fermi bloccando il traffico per analizzare la situazione e poter dire la tua
...ma anche se c'è un aggaddo

non sei a palermo se due persone si insultano e si minacciano per un quarto d'ora senza che succeda ASSOLUTAMENTE NULLA.
(...e quasi quasi ti viene voglia di infilarti e dare una boffa a muzzo, purchè quaglino!)
sei di palermo se in 'piazza alcide de gasperi' e in 'via isidoro la lumia' il nome proprio ce lo devi mettere per forza, ma come si chiama il signor sciuti di 'via sciuti' proprio non lo sai
sei di palermo se il pulsante non lo premi, ma lo ammacchi
sei di palermo se non sai dire in italiano la seguente frase : 'voi due quanto vi levate?'
sei di palermo se ti chiama a casa il portiere del palazzo di tuo nonno, per dirti che la signora d'alia gli ha detto di dirti che c'è la finestra della veranda aperta e che quindi magari entra acqua e forse sarebbe il caso di chiuderla...
sei di palermo se quando sei con francesi o con spagnoli ti giochi sempre il fatto che TRAVAGGHIARE è uguale a 'travailler' e  'trabajar'
Sei di Palermo se nella tua strada ci sono sempre 2 vigili e 2 posteggiatori abusivi di motorini che, come le rette parallele, scorrono vicini ma non si incontrano mai...

Non sono di Palermo, però mi piace

ilfastidio
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giovedì, 03 gennaio 2008, ore 20:14

(Durante un'esecuzione di Bach, un elegante signore, tra il pubblico, fa un cenno a sé stesso con la testa, spolverandosi i pantaloni. S’alza in piedi. E tira fuori una chitarra elettrica.)





Sull’uscio del poeta s’affollano verità mai dette. Un traguardo inarrivabile. Solstizio di desideri.


Il sogno si fa lampo, nella sera. Sotto i letti gli orinali trepidano d’attesa. Le donne curve sui telai, vicinoalle finestre, hanno capelli bianchi e mani consumate. Dalla giovinezza del giorno.


Tacco a spillo e faccia da vinile, sfilano le coppie. Su passerelle luccicanti. Hanno lasciato a casa l’ultima speranza di vincere, e patteggiano. Passeggiano.


Nichilismo ancestrale. L’aria trema. Il vapore delle caldaie soffoca gli impulsi. Si soffre.


(Non c’è più lavoro. Non c’è più decoro.) Gli hobbisti del fai da te, saldati nei ripostigli a lucidare all'infinito la seicento, salpano su navi centimetrate. Dentro mari profumati di cognac.


Il secchio col sapone che riposa, nell’erba fitta, mastica una sigaretta. Mentre il sole scende.


S’insinuerà delicatamente, la notte. Sui tetti un gatto strapperà il buio con le unghie.


Non adesso. (Arie, rondò, lieder). Non è qui la fine.


Ma tra ciò che si pretende eterno e ciò che si sfascia la sera stessa. Il mondo è salvo. Ce soir.





(La Signora in giallo e il Tenente Colombo.- Quelli che votano a destra per paura dei ladri. Quelli che votano a sinistra per tradizione. Quelli che votano per deviazione professionale. Quelli che studiano. Quelli che cenano. Proteine. Amminoacidi. Cellule. Polveri sottili. Porte. Campanelli. Specchi. Dirottatori di tapis roulant. Sacerdoti arruginiti. Confessioni di straforo. Matrimoni. Zucchero a velo. Granita di mandorle. Piparelle e malvasia. Quelli che salpano. Quelli che partono. Quelli che non tornano. Navi. Isole. Terra. “Terra !”. Fascia-lattughi. Munnizzari. Pampinoti.)





La sera è un’immagine, un suono. Madeleine proustiana. Memoria indecifrabile. Futuro ovattato.


Il crepuscolo è un dardo infuocato. Ombra d’altri prodigi.


(Questa è una virgola, questo è un punto.)







P.S. Si avvisa. Questo post è altamente sperimentale. si rassicura sulla salute mentale dell'autore. Non c'era. Non c'è.
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